Caregiver e lavoro: come coniugare assistenza e lavoro

Area di interesse

Diritti del malato

Data di aggiornamento

01 settembre 2021

I caregiver rivestono un ruolo fondamentale in tutto il percorso del paziente oncologico, vediamo insieme quali basi giuridiche permettono di tutelare i caregiver familiari a livello lavorativo.

Diventati famosi in epoca COVID-19 per l’accesso prioritario alle vaccinazioni, senza la mancanza di polemiche, questo popolo silenzioso è indispensabile per l’assistenza ai malati oncologici.

La definizione di caregiver

Recenti analisi, stimano che il numero dei caregiver familari, diversi dai caregiver professionali (i cosidetti badanti), sia circa 7 milioni.

Entrato nell’ordinamento giuridico per la prima volta nel 2017 con la legge n. 205, il caregiver, letteralmente “portatore di cure”, viene definito dalla legislazione italiana come colui che si prende cura e assiste soggetti specifici:

  • coniugi o una delle due parti dell’unione civile
  • un familiare o affine rispettivamente fino al terzo e secondo grado di parentela nei casi individuati dalla legge 104/1992, che a causa di malattia o altre situazioni non possono essere autosufficienti, a cui ovvero sia riconosciuto un grado di invalidità
  • un titolare di indennità di accompagnamento
Le tutele

Per contribuire alla sua tutela e garantire il suo ruolo nell’accudimento e sostegno per il malato, la legge italiana prevede delle agevolazioni sul piano lavorativo. Lo scopo è quello di assicurare al caregiver la possibilità di coniugare la normale attività lavorativa e l’assistenza al congiunto in difficoltà.

Tra le misure a tutela dei caregiver, in questo ambito, si annoverano la possibilità di richiedere:

  • La riduzione dell’orario di lavoro da tempo pieno a part time per prendersi cura del malato
  • Permessi retribuiti fino a tre giorni al mese: per assistiti che abbiano riconosciuto lo status di handicap grave (come dal Legge 104/1992)
  • Congedo biennale retribuito: per assistiti che abbiano riconosciuto lo status di handicap grave (secondo modalità previste dalla Legge 388/2000)
  • Congedo per gravi motivi familiari non retribuito: come da decreto ministeriale n. 278 del 21 luglio 2000
  • Permesso retribuito di tre giorni lavorativi all’anno: secondo quanto previsto dalla Legge 53/2000
  • La possibilità di non svolgere lavoro notturno se si ha a proprio carico una persona indicata come disabile o in stato di handicap grave, secondo quanto previsto dalla Risoluzione n.4 del 6 febbraio 2009
  • Il trasferimento nella sede lavorativa più vicina, se si ha a proprio carico una persona indicata come disabile o in stato di handicap grave, secondo quanto previsto dalla Legge 104/1992.

Bibliografia
Servizio Studi Camera dei Deputati, La figura del Caregiver nell’ordinamento italiano, Dossier n°141- Scheda di lettura -Febbraio 2021.
ROPI, AIOM; Focus “Caregiver in oncologia”, maggio 2021