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Cosa posso fare per ridurre il rischio di insorgenza di tumori?
Nell’ambito della prevenzione in oncologia ci sono circa 10 raccomandazioni sviluppate diversi anni fa dal World Cancer Research Fund (WCRF) con la collaborazione dell’American Institute for Cancer Research (AICR). In una grossa meta-analisi, condotta su 18 studi e pubblicata su Cancer nel 2018, i ricercatori hanno stimato che una percentuale compresa tra il 30% e il 50% di tutti i tumori sia collegata a fattori ambientali e a comportamenti e abitudini quali l’assenza di attività fisica, l’uso di tabacco, l’obesità, e la dieta ricca di grassi e zuccheri e povera di fibre e l’abuso di alcol1.
Solo in uno degli studi inclusi nella meta-analisi era stato valutato il rischio complessivo di sviluppare un tumore, mentre gli altri studi erano focalizzati sui singoli tumori. I ricercatori hanno evidenziato che il rischio per qualsiasi tumore era più basso del 27% circa tra le persone con una maggiore aderenza alle raccomandazioni.
Sicuramente l’interpretazione degli studi va ben ponderata in rapporto alle situazioni personali patologiche e cliniche ma ciò che vale la pena di sottolineare è che uno stile di vita sano che comprenda una moderata attività fisica regolare, una dieta ricca di fibre e a basso contenuto di grassi, di zuccheri e di alcol e l’abolizione del fumo siano raccomandazioni utili e alla portata di tutti2.
Tali raccomandazioni sono state aggiornate nel 2021 nel “Diet, Nutrition, Physical Activity and Cancer: a Global Perspective”, le nuove raccomandazioni prevedono la limitazione del consumo di sale di bevande zuccherate3.
Quali sono le raccomandazioni del WCRF?
1) Mantenere un peso corporeo adeguato con indice di massa corporea (IMC) tra i 18,5 e 24,9 kg/m2, far sì che il peso corporeo resti più vicino all’estremità inferiore di tale intervallo, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, ed evitare di prendere peso da adulti.
2) Praticare esercizio fisico allo scopo di mantenersi moderatamente attivi (passeggiate regolari, andare in bicicletta, fare le scale a piedi), e limitare le abitudini sedentarie.
3) Seguire un’alimentazione ricca di cereali integrali, verdure, frutta e legumi. In particolare, si dovrebbe assumere almeno 30 grammi di fibra alimentare al giorno, includere cereali integrali, verdure non amidacee, frutta e legumi, consumando almeno cinque porzioni (circa 400 grammi) di verdura e frutta ogni giorno.
4) Limitare i cibi da fast food, così come i cibi processati ricchi di grassi, zuccheri e amidi, tra cui i dolci.
5) Limitare il consumo di carni rosse e processate (tre porzioni a settimana in caso di carne rossa) e mangiando pochissimo o, meglio ancora, saltuariamente le carni processate, come gli insaccati.
6) Limitare o abolire il consumo di bevande zuccherate (succhi di frutta e bevande gasate).
7) Limitare il consumo di alcol ad un uso occasionale.
8) Non fare uso di integratori alimentari per la prevenzione del cancro, ma cercare di soddisfare i bisogni nutrizionali attraverso la dieta.
9) L’allattamento al seno, se possibile, è altamente raccomandato per i noti benefici alla salute della donna e del bambino.
10) Dopo una cura oncologica (per tumore) si indica di seguire, se possibile, le stesse raccomandazioni che valgono per la popolazione generale. Per gli esperti, i sopravvissuti a un cancro dovrebbero ricevere assistenza nutrizionale e consigli sull’attività fisica da professionisti qualificati.
Altri consigli molto importanti per ridurre il rischio di cancro, sebbene non facciano parte delle raccomandazioni, includono: limitare l’esposizione al sole, non fumare, evitare il fumo passivo e le infezioni che possono causare lo sviluppo di tumori, come quelle da Helicobacter pylori, da papillomavirus e le epatiti B e C. Questi agenti virali sono noti per essere rispettivamente implicati nella comparsa del tumore dello stomaco, del collo dell’utero, del cavo orale, del canale anale e del fegato.
Da che età è consigliabile effettuare visite ginecologiche annuali?
Non c’è un’età minima raccomandata per iniziare, ma il sottoporsi regolarmente a visite ginecologiche periodiche è una buona pratica per ogni donna in età fertile.
Tumore ovarico
Esistono test di screening per il tumore ovarico?
Quando si parla di test di screening ci si riferisce generalmente a test che sono utilizzati a tappeto sulla popolazione generale per scoprire precocemente la malattia in soggetti asintomatici.
A differenza di altri tumori (come, ad esempio, il tumore della mammella, polmone, colon retto, collo dell’utero), non esistono attualmente test di screening per individuare precocemente il tumore ovarico nell’ambito della popolazione generale.
Il carcinoma ovarico è molto difficile da diagnosticare proprio data l’assenza di sintomi specifici. Sono stati condotti numerosi studi clinici volti a verificare la fattibilità di una diagnosi precoce del tumore dell’ovaio ma finora tutti hanno dimostrato l’inefficacia dei protocolli di screening proposti4,5.
Anche la visita ginecologica e l’ecografia pelvica transvaginale non sono in grado di rilevare i piccoli tumori nella fase pre-clinica.
Per quanto riguarda invece il dosaggio plasmatico del CA-125, test solitamente utilizzato a fini diagnostici, possiamo dire che non è utile ai fini dello screening. Infatti, molte comuni patologie benigne (endometriosi, malattia infiammatoria pelvica, malattia infiammatorie intestinali) o situazioni fisiologiche (ovulazione) possono determinare un aumento dei livelli di CA-125 che risulterebbe quindi un falso positivo. Inoltre, circa il 20% dei tumori ovarici (1 su 5) non esprimono livelli elevati di CA-125 questo implica quindi che la negatività del valore possa rappresentare un falso negativo6.
Attualmente sono in fase di studio procedure innovative che potranno essere utilizzate in futuro per disegnare dei protocolli di screening ma al momento sono ancora in fase di sviluppo7.
Una mia parente è risultata positiva al test per la mutazione dei geni BRCA, cosa devo fare?
La cosa migliore da fare è rivolgersi al suo ginecologo che saprà indirizzarla attraverso un percorso di counseling genetico per valutare insieme se effettuare il test BRCA a scopo preventivo.
Il test BRCA effettuato in donne sane è invasivo?
Il test BRCA non è un test invasivo e si può effettuare tramite un semplice prelievo di sangue.
Tumore endometriale
Esistono test di screening per il tumore endometriale?
Ad oggi non esistono test di screening per il tumore endometriale; tuttavia, l’ecografia transvaginale è un ottimo strumento diagnostico non invasivo e pertanto facilmente ripetibile in concomitanza alla visita ginecologica.
Anche il Pap-test non è uno strumento per la identificazione precoce del tumore dell’endometrio. È stato infatti sviluppato come test di screening per il carcinoma del collo dell’utero.
Esiste tuttavia una condizione familiare (sindrome eredo-familiare) nota come sindrome di Lynch che predispone all’insorgenza di tumori maligni in diversi organi, tra cui il tumore dell’endometrio nelle donne. In pazienti affette da sindrome di Lynch il rischio di insorgenza di tumore dell’endometrio è di circa il 40-60% e, d’altro canto, l’insorgenza di una neoplasia endometriale in una donna giovane può essere considerata come un evento sentinella per sindrome di Lynch; pertanto, in casi di questo tipo è raccomandata anche una valutazione genetica.
La sorveglianza relativa al carcinoma dell’endometrio per le pazienti affette da sindrome di Lynch dovrebbe iniziare intorno ai 30 anni8, prevedendo ecografia transvaginale annuale e biopsia dell’endometrio da eseguirsi ogni 2 anni fino al completamento del desiderio di prole. Dopo tale momento andrebbe infatti discussa con la paziente l’indicazione a intervento chirurgico demolitivo e l’opportunità di una terapia ormonale sostitutiva.
La pillola anticoncezionale aumenta il rischio di sviluppare tumore endometriale?
L’utilizzo di pillole anticoncezionali a base di estrogeni e progestinici non aumenta la probabilità di insorgenza del tumore endometriale, alcuni studi lo indicano come un fattore protettivo9,10.
La terapia sostitutiva in menopausa è associata ad una maggiore probabilità di sviluppare tumore endometriale?
Questa problematica è da tempo dibattuta, tuttavia i dati più recenti della letteratura sembrano indicare che l’utilizzo di una terapia ormonale-sostitutiva bilanciata con estrogeni e progesterone non sembra aumentare il rischio di sviluppare tumori dell’utero e delle ovaie11.
Bibliografia
1. Malconsom F.C et al, Adherence to the 2018 World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research Cancer Prevention Recommendations and cancer risk: A systematic review and meta-analysis, Cancer 2018.
2. Aspesi Rachele, La dieta anticancro esiste? Edizioni LSWR 2024.
3. Diet, nutrition, physical activity and cancer: A global perspective: A summary of the Third Expert Report World Cancer Research Fund/American Institute for Cancer Research Published 13 Oct 2021 (https://doi.org/10.21955/amrcopenres.1114946.1)
4. Buys S et al, Effect of Screening on Ovarian Cancer Mortality The Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian (PLCO) Cancer Screening Randomized Controlled Trial, JAMA 2011.
5. Menon U et al, Ovarian cancer population screening and mortality after long-term follow-up in the UK Collaborative Trial of Ovarian Cancer Screening (UKCTOCS): a randomised controlled trial, The Lancet 2021.
6. Strirling D et al, Screening for Familial Ovarian Cancer: Failure of Current Protocols to Detect Ovarian Cancer at an Early Stage According to the International Federation of Gynecology and Obstetrics System, JCO 2005.
7. Paracchini L et al, Science translational medicine, 2023.
8. Concin N et al, ESGO–ESTRO–ESP guidelines for the management of patients with endometrial carcinoma: update 2025, Lancet Oncology 2025.
9. LG AIOM 2024.
10. Harajka A et al Acta Obstet Gynecol Scand. 2025
11. R.T. Chlebowski, et al. Menopausal hormone therapy and endometrial and ovarian cancer outcomes: long-term follow-up of the Women’s Health Initiative randomized trials. J Clin Oncol. 2024;42(suppl 16):10506. doi:10.1200/JCO.2024.42.16_suppl.10506